Si ricomincia….

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Mancano esattamente 12 giorni alla scadenza del mio contratto ( facciamo il conto alla rovescia insieme?) e benché avessi chiesto e mi fosse stato assicurato che almeno un mese prima dello scadere mi avrebbero dato notizie, indovinate: non so niente!

Ora direte:” Ma cara la nostra Disoccupata con Brio, davvero sei cosi ingenuotta, e alle prime armi da non sapere che queste sono promesse che non si mantengono? Davvero non sai che la prima cosa che insegnano ad un responsabile è non dire niente fino all’ultimo?”

No, no le so queste cose…le so anche bene…ma che volete farci sono un’inguaribile romantica…o un’inguaribile fessacchiotta.

Insomma, se io con tutta la mia professionalità cerco si assolvere i miei doveri lavorativi, a volte anche “tappando” le falle nel sistema che tu azienda non riesci gestire mi aspetto, dai i nostri accordi verbali, che mantenga le tue promesse.

Tu, Responsabile alla quale faccio riferimento, penso sia anche tu un essere umano quanto me e in quanto tale, al di là della tua posizione lavorativa, puoi renderti conto che la situazione lavorativamente precaria ma piena di speranza mi porta a lavorare e vivere stabilmente in ansia, preoccupata del futuro, non sapendo come dovrò affrontare la mia esistenza quotidiana da qui a 12 giorni. E allora una mano sul cuore, sulla coscienza o anche solo un po’ di buon senso non ti portano a darmi notizie? E ammesso che nemmeno tu sia ancora a conoscenza di che morte io debba morire, almeno la decenza di rispondere alle mie mail anche solo per comunicarmi che nemmeno tu sai, ma che l’aria che tira in azienda è positiva o negativa. Perché tu ci lavori e sai che aria tira, puoi non sapere del rinnovo ma dirmi in tutta onestà quello che sta succedendo direi che puoi farlo.

Ed invece niente, “Si sta come in autunno sugli alberi le foglie” diceva Ungaretti certo lui parlava di soldati ma infondo anche i Disoccupati sono soldati…e come tali attendiamo le decisioni della nostra sorte sulle scelte di qualcun altro…potremmo dire

“Si sta come in attesa del rinnovo sui luoghi di lavoro i futuri disoccupati”?

Che vena poetica che ho oggi!!!

Se non mi rinnovano il contratto posso darmi alla rivisitazione di poesie famose…

Al di là di questo mio soliloquio, ho aggiornato il mio CV e ricominciato a inviarlo in ogni dove.

Nemmeno 24 ore e sono di nuovo dipendente sa infojobs, ed infatti prima cosa fatta questa mattina appena sveglia è stata controllare se qualcuno avesse visto le mie nuove candidature e se ci fosse qualche nuovo annuncio.

Credo dovrebbero scriverlo in piccolo sotto il logo di infojobs, in piccolo come avvertenza, può provocare dipendenza usare con cautela.

Disoccupata con Brio

 

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Lavoro nuovo,vita nuova

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Dopo l’avventura per il licenziamento ho iniziato il nuovo lavoro.

Non so voi,ma io quando devo iniziare qualcosa di nuovo la sera prima non dormo,ho l’ansia,la paura mi attanaglia e mi faccio mille mila film mentali (sequel e prequel compresi).

L’inizio di una nuova avventura, per quel che mi riguarda, è spaventoso ed affascinante al tempo stesso.

Mi chiedo se sarò all’altezza dei miei compiti. Ovviamente non mi succede solo con il lavoro.

Mi sono resa conto che riprendere a lavorare dopo tanti anni di occasioni saltuarie mi terrorizzava.

E’ pur vero(mi sono detta,da sola,si perché spesso mi parlo, a volte litigo anche con me stessa) che sono Disoccupata con Brio da parecchio,ma è anche vero che il tuo lavoro lo sai fare,che hai tutta l’esperienza necessaria per fare bene,che hai la voglia di imparare quello che non sai,e allora di cosa hai paura?

Vi dico la verità, ma resti tra noi,mi fa paura conoscere gente nuova. Sono fondamentalmente timida, e a volte non mi sento abbastanza. Insomma fragilità umane, che probabilmente l’inattività amplifica, moltiplica esponenzialmente come in una casa degli specchi nella quale ancora prima di vedere i tuoi difetti fisici vedi le tue mancanze a livello caratteriale,psicologico,lavorativo.

Queste mancanze e difetti non sempre sono reali. Anzi credo che spesso sia più l’immagine distorta che la nostra mente crea che non quella reale.

Tranne alcune eccezionali persone di Super-Ego munite,la maggior parte delle persone (disoccupate o no) si focalizza più sui difetti che non sui reali pregi che ha da offrire. Mi chiedo perché sia cosi difficile apprezzarsi, lavorativamente e non.

Non so quale sia il meccanismo che scatta nel mio cervello che mi porta a rapportarmi principalmente con le mie mancanze piuttosto che concentrarmi sul meglio di me.

Chissà, forse è qualcosa di insito nell’essere vivente o forse sono io,ma non credo perché non sono la sola ad agire cosi.

Ma alla fine è questo che avviene. E quindi come fare per affrontare questo “peso”?

Logicamente non ho la risposta,so però che quando mi sento sopraffare dai miei difetti e penso di non essere in grado di spostare nemmeno uno spillo in maniera decente devo far appello a tutta la mia forza. Forza che sono convinta di non avere fin quando non mi trovo faccia a faccia con ciò che mi fa paura.

Per intenderci se sono nel mio lettuccio caldo,con la copertina,il pigiamone i calzini e l’Orsetto Peloso abbracciato per scaldarmi ulteriormente(soffro il freddo si è percepito in qualche maniera?) e la mia mente, ben sapendo che il giorno dopo dovrò alzarmi all’alba per affrontare una nuova avventura, decide di fare voli pindarici verso lidi sconosciuti,atolli inesplorati e invece di offrirmi un cocktail durante il viaggio mi offre pane e ansia. Ecco. Io in questi casi non riesco, anche facendo appello a tutta la mia poca razionalità, ad impedire di vedere già il disastro preannunciato del giorno seguente.

Non ci riesco proprio. E ci provo. Ci provo intensamente,come Charlotteimages

 l’amica di Tiana che chiede alla stella della sera di fa avverare il sogno di sposare un principe(è scontato che tutti abbiate visto La principessa e il ranocchio della Disney)…..ecco bacerei pure io un rospo per star tranquilla e farmi passare l’ansia.

Invece no. Niente stella della sera,niente desiderio e (per fortuna) niente rospo da baciare.

Risultato?

La mattina dopo,sono oltre che in ansia anche in coma,con le occhiaie più blu del genio di Aladin ( sono in vena cartoni animati).

Questa orribile sensazione mi accompagnerà(insieme alle occhiaie) fino alle porte della mia nuova avventura. Ma appena entro basta,tutto finito,bastano le presentazioni e fine. L’ansia,i viaggi mentali,i prequel e sequel tutto finito…non li ricordo più.

Affronto la giornata, le persone, le spiegazioni…tutto…come se niente fosse,magari un po’ emozionata. E l’emozione è giusto che ci sia,altrimenti sarei un freddo robot,credo.

E allora quandola mia giornata finisce mi dico che è andato tutto bene,che mi sono “distrutta” per il nulla più assoluto. Mi chiedo quale senso abbia tutto questo,che scherzo stupido mi gioca la mia mente malata?

Non lo so,dopo tutti questi anni io non lo so. Ma la cosa peggiore non è non saperlo,ma pur sapendolo ricaderci ogni volta.

Volevo scrivere di tutt’altro oggi,ma la mia mente ha deciso così!

Disoccupata con Brio

Se mi licenzio non vale….

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Il problema dell’essere fuori dal giro del lavoro è che ti perdi alcuni tasselli.

Ora vi spiego.

Come dicevo ho trovato lavoro più vicino a casa e la mia amica Rosicchiatrice dell ‘Agenzia Interinale mi chiama per dirmi che ho passato il colloquio.

Gioia,giubilo,trombette, frizzi,lazzi e cotillon….ancora non ci credevo,non ci credo ancora adesso a dire il vero…possibile che succeda davvero a me?!?

In ogni caso mentre penso a tutta questa fortuna che per una volta si è tolta e devo averle fatto un po’ compassione, la Rosicchiatrice mi dice che devo licenziarmi e in questo momento dimostro che non so niente….peggio di Jhon Snow (si,lo guardo anche io GOT) e infatti le dico che so di non dover dare preavviso e che avrei mandato una lettere di licenziamento appena tornata a casa.

NOOOOOOOO….NOOOOOOO….mi dice lei, e io la immagino un misto tra l’Urlo di Munch e l’emoji che urla…….

urlo-di-munch

E poi, non so se è la mia mente ormai un po’ folle ma sembra che mi stia dicendo le cose a rallentatore,scandendo lettera per lettera…..:” non si può più inviare la lettera di licenziamento,devi andare dai sindacati e farti compilare il modulo per le dimissioni volontarie.”

Riesco a rispondere solo:” eh?!? cosa?!?”

Mi spiega che è una nuova legge,per evitare le famose dimissioni in bianco. Resto perplessa,ma che posso fare,mi adeguo.

Teniamo presente che avrei dovuto iniziare due giorni dopo,ma per fare questa operazione devi prendere appuntamento oppure online sul sito Inps se hai il pin,devo forse dirlo che io il pin non l’avevo?no,certo era lapalissiano che io non avessi il pin.

Quindi la gentile Rosicchiatrice, perché è giusto dare a Cesare quel che è di Cesare,mi trova un appuntamento per il giorno dopo….

Mi trova un appuntamento,e in contemporanea per andarci mi prenota un volo sullo Shuttle per arrivarci.

Quindi il giorno seguenta,dopo aver fatto il check-in prendo il mio volo e arrivo puntuale…anzi un po’ prima. Mi piace essere un po’ in anticipo.

Mi accomodo in questa sala d’aspetto,che di sala d’aspetto ha solo delle sedie di plastica, brutte e scomode.

Inizio ad aspettare,e aspettare….e aspetto ancora…aspetto per taaaaaanto tempo…quindi chiedo alla signora che fa le veci della segretaria se c’è ancora da aspettare,perchè il mio appuntamento era circa un’ora fa.

La signora si scusa e dice che l’appuntamento in corso si è dilungato un po’ troppo.

Quindi aspetto.

Ma inizio a perdere la pazienza.

Quando finalmente tocca a me mi trovo davanti a un ragazzotto,scortese e maleducato.

Il quale mi fa domande le cui risposte devono essere quelle desidera lui e che alle mie rimostranze mi risponde male.

Ma dico perché certa gente lavora a contatto con il pubblico.

Alla fine di tutto questo mi dice che gli devo 20€.

Ora non sono i 20€ in sé, anche se per chi non ha un lavoro o comunque lavora da poco 20€ possono far la differenza ma per l’arroganza dimostrata quando gli ho detto se potevo pagare con il bancomat e lui con aria di sufficienza mi ha detto di no,che tutti hanno 20€ in tasca.

Mi è partito l’embolo,mi sono proprio proprio tanto arrabbiata.

E ho perso le staffe e mentre Orsetto Peloso,che guidava lo shuttle andava a prelevare per me,penso di avergliene dette di tutti i colori.

E un po’ mi dispiace,perchè infondo lui è solo parte del sistema,ma penso che se anche fai parte del sistema puoi comunque mantenere il rispetto per le persone con le quali entri in contatto.

Quando gli ho dato i 20€ mi ha guardata e dato 10 di resto dicendo che erano per l’attesa. Mi sono sentita ancora più offesa e glieli ho lasciati li dicendo che erano per pagarsi un corso di buone maniere con il pubblico.

Quasi sicuramente ho sbagliato a comportarmi così,potevo essere molto più diplomatica, ma anche le Disoccupate con Brio sono umane.

Disoccupata con Brio

Un magico periodo

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Come dicevo nello scorso post (Qui) era iniziato un periodo magico. E no,non immaginatemi vestita da elfo che incarto regali di Natale, perchè il mio periodo magico non è Natale a quanto pare(cosa che non fa di me il Grinch,sia chiaro,amo il Natale…sono una feticista delle lucine!),ma immaginatemi più in tenuta tardo primaverile-inizio estate. In ogni caso,come dicevo lavoravo in questo punto vendita nel quale vendevo C.O.S.E(vendo cose,vedo gente),insieme ad un collega giovine e anche abbastanza simpatico(non particolarmente carino,in caso le altre disoccupate se lo chiedessero).Un pomeriggio nel quale non lavoravo(ricordate facevo 16h) mi trovavo in libreria quando drin drin drin…..numero sconosciuto…un fremito,le farfalle allo stomaco….sarà Johnny Depp?un call center?qualcuno che ha sbagliato?UN LAVORO?

-”Pronto?”

-”Buon pomeriggio,parlo con Disoccupata con brio?Sono la Sig.ina Agenzia interinale” (ricordate le sue rosicchiate di unghie?no?fate un salto qui)

Resto un attimo basita e cerco di far velocemente mente locale,in pochi nanosecondi,del resto il cervello di una disoccupata è abituata a voli pindarici tra i proprio ricordi mentali dei vari colloqui….quindi mi sovviene, qualcosa che francamente avevo un po’ rimosso,in ogni caso rispondo che si ricordo.

Dice lei: -”Ricordi la posizione della quale ti avevo parlato?”

-” Si,l’ addetta vendite settore ottico” dico io

-“Nooooooo-dice lei-addetta vendite part-time per un negozio d’abbigliamento”

-” Non mi avevi parlato di questa posizione,ma va benissimo.” ( e ammetto che un po’ ho accettato per aver nuovo materiale da scrivere)

Quindi la mia nuova amica Sig.ina Agenzia Interinale Rosicchiatrice mi da tutte le informazioni del caso.

Faccio il colloquio,del quale vi ho già parlato qui.

Una mattina mentre con la mia fidata Catorcia (per chi non lo sapesse la mia macchina)attraversavo lande desolate,deserti inesplorati e siti storici per recarmi a Molto Molto Molto Lontano mi squilla il cellulare. Caso fortuito,destino o sesto senso avevo la suoneria alta cosa più unica che rara.

Mi propongono un contratto a 32 h vicino a casa,e chi avrebbe detto di no?

E’ stato triste dover lasciare il negozio dove vendevo C.O.S.E , ho anche mandato una mail a Miss Gonna a Palloncino.

Mi sembrava giusto esprimerle la mia gratitudine per l’opportunità offerta e per aver creduto in me. Si è dimostrata comprensiva e dispiaciuta.

Ma del resto un posto di lavoro a più ore e più vicino a casa non poteva che invogliarmi.

E così mi sono licenziata,conoscete l’iter da seguire ? Io non lo conoscevo,l’ho scoperto purtroppo,praticamente un’Odissea assurda…della quale vi racconterò prossimamente.

Disoccupata con Brio

 

 

A volte ritornano….

…e anche io.

Cosa ho fatto in questi 235 giorni?

Ho L.A.V.O.R.A.T.O. Ebbene si, mi sono dilettata nell’ arte del lavoro,quella che nobilità l’uomo,quella cosa che come diceva una canzone se non la fai non fa nemmeno l’amore(che poi non capisco il perché,se non lavoro ho più tempo per far l’amore…ma va beh) quella cosa che quando non l’hai ti logora,ha no quella è il potere( ma anche non avere un lavoro logora).

In ogni caso avete capito.Ma partiamo dall’inizio.

Ricordate il colloquio con Miss Gonna a palloncino e Mister Miami?(qui un salto nel passato…)

ecco loro mi hanno richiamata e assunta…

Mi sono ,ovviamente, ritrovata a lavorare a molto molto lontano cosa che in se non è un problema anche se alla fine dei conti forse spendevo più per spostarmi che altro.

Ma non importa!!!

Ma visto che probabilmente quello era l’inizio del mio momento di gloria dopo anni di sfiga(si può dire?) lavorativa prima di aver conferma definitiva dell’assunzione mi hanno chiamata anche da Lumpa Lumpa( un altro salto nel passato qui).

Così mi sono ritrovata da Disoccupata con Brio ad avere due proposte.

Come si dice quando troppo e quando niente…ed è davvero strano quando ormai credi che il tuo lavoro sia fare colloquio e non lavorare nel senso stretto della parola.

Non sembra vero,dopo anni di disoccupazione,che qualcuno possa credere nuovamente in te.

Perchè diciamolo si inizia in certi momenti nemmeno noi crediamo più in noi e quando ormai perdi quasi la speranza ecco che succede. Succede davvero.

Ti chiamano dicendo che hanno scelto te, proprio te e per un attimo quasi non ci credi.

Comunque alla fine ho scelto il lavoro a molto molto lontano benchè lontano non so perché mi ispirava di più.

Va da sé che il contratto era a tempo determinato e di sole 16 h, ma che importa quando sei disoccupata, qualsiasi proposta va bene purché seria e ovviamente retribuita.

Il posto era carino e nonostante la lontananza mi piaceva parecchio…ma ancora non ero davvero consapevole di essere entrata nel mio periodo magico ma di questo vi racconto la prossima volta lasciando un po’ di suspance….

Disoccupata con Brio

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Scusate l’assenza

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Sono sparita per una settimana, vorrei dirvi che ero a sorseggiare cocktail su una spiaggia, al sole, al caldo e ma mentirei.

Potrei raccontare di come sono stata rapita dagli alieni i quali mi hanno impiantato un microchip sottocutaneo, più probabile dei cocktails in spiaggia, ma non mi credereste.

La verità è che mi sono sposata con uno sceicco e non ho più bisogno di cercare lavoro…ma come non credete nemmeno a questo, lo so.

Va bene ho delle novità, belle o brutte dipende dal punto di vista, ma vi racconterò più avanti.

Oggi vorrei parlarvi di un colloquio.

L’altra sera mi è venuto in mente che vi ho raccontato praticamente di tutti i colloqui fatti da gennaio ad oggi, anche di uno di 6 anni fa all’inizio di carriera come disoccupata. Ma del primissimo dopo 3 anni no.

Dunque avevo mandato il CV a questa azienda tramite infojobs.it, cercavano addetti vendita per un punto vendita in un centro commerciale, perfetto.

Qualche giorno dopo l’invio mi contatta una signorina la quale mi dice che hanno letto il mio CV e che vorrebbero farmi un colloquio, ovvio mi sono illuminata.

Non solo la signorina mi dice anche che visto il mio CV e le mie esperienze vorrebbero propormi una posizione più gratificante, interessante e remunerativa.

Sono interessata? Ma certo che si, dopo 3 anni senza mezzo colloquio non solo mi offrono un colloquio, ma anzi mi offrono una posizione migliore per la quale mi sono candidata.

Meglio di così.

Faccio le mie ricerche online, è un’azienda solida, in crescita…bene direi.

Non vi dico ancora di cosa tratta l’azienda, altrimenti mi ridete in faccia….

Comunque mi presento, ovviamente a Molto Molto Molto Lontano, mi perdo anche per arrivare.

Ma arrivo, il luogo dell’incontro è un hotel ( ecco state già ridendo), chiedo in reception e poi attendo.

Si presenta un giovane uomo con i capelli pieni di gel e una camicia a fiorellini. Ci accomodiamo in una sala, e iniziamo il colloquio.

Mi chiede delle mie esperienze e poi mi dice interessante, sei proprio il tipo di persona che stiamo cercando.

E mi dice che cercano venditori per la loro azienda ,i quali tramite appuntamenti già fissati con AZIENDE non assolutamente con privati, propongano i loro offerte per l’energia elettrica. Che avrei bisogno di partita iva, ma non devo preoccuparmi perché la apriranno a spese loro e che è a spese loro anche il commercialista e tutte le spese ad esso legate e che anzi non devo preoccuparmi nemmeno dei vari pagamenti perché saranno sostenuti sempre da loro. Io avrei percepito un fisso di euro 600 più incentivi in base ai contratti conclusi. In tutto questo era previsto anche il tablet e il cellulare aziendale.

Mi dice che mi ricontatterà nei prossimi giorni e mi farà sapere.

Riparto un po’ perplessa.

Va da se che nei giorni successivi sono stata ricontattata e ovviamente presa per iniziare questo lavoro. Il giorno prima di iniziare mi chiama il capoarea il quale a mio avviso deve avere dei problemi di comunicazione con l’uomo dalla testa ingellata e dalla camicia fiorata perché mi dice dopo essersi presentato: -“ Ti aspetto domani mattina alle 10 nel centro commerciale XY dove ti presento alle colleghe del punto vendita le quali ti spiegheranno come ottenere gli appuntamenti dai clienti del centro commerciale e poi dopo pranzo andiamo a cercare appuntamenti in giro e mi dice il nome di un paese.”

A questo punto mi sorgono spontanee alcune domande….ma…..non dovevo avere gli appuntamenti già fissati? E con aziende? Quanti rappresentanti di aziende girano per un centro commerciale durante l’orario di lavoro anche per le aziende (quante volte ho usato la parola aziende?)? Cosa andiamo a fare dopo pranzo?

No no no, è vero cerco lavoro disperatamente ma non riuscirei mai ad andare a fare porta a porta, è più forte di me, è un mio limite sicuramente. Ma le cose erano diverse se si fosse trattato davvero di aziende, le quali mi aspettavano tale giorno a tale ora. Ma non esiste che vada a suonare alla porta di una vecchina fiduciosa per fregarla.

Quando si vende si sa si usano trucchetti è il nostro lavoro, ma è anche vero che chi entra in negozio sa che io sono li per vendere è un patto implicito tra venditore e compratore.

Per farla breve, ho avvisato che non sarei andata, ci sono rimasta anche male, perché un po’ mi ero illusa.

Ora mi direte che tutti sanno le storie che girano sui venditori di utenze, io stessa anni prima avevo fatto un colloquio per una di queste aziende, ma il tutto si era presentato molto più fumoso e incerto mentre in questo caso erano stati molto specifici e chiari.

Forse ho sbagliato o forse ho fatto la cosa giusta chi lo sa.

Ma di una cosa sono convinta, fare qualcosa che va contro la mia morale o i miei principi è sempre sbagliato, almeno per me.

 

Disoccupata con Brio

 

Nessuna nuova, buona nuova?

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Lo ammetto, è un po’ che ci penso, e strano a dirsi non so di che scrivere.

Chi mi conosce sa che è difficile che resti senza parole. Anzi.

Non ho avuto colloqui, ma mi ha chiamata la Rosicchiatrice compulsiva per dirmi che ha avuto riscontro positivo dall’azienda e sono tra le due candidate per le quali l’azienda sta vagliando l’assunzione (accidenti come scrivo forbito).

Insomma al momento nessuna nuova, vorrà davvero dire buona nuova?

Io non lo so, anzi non lo credo, soprattutto per chi è nella condizione di disoccupato professionista.

Nessuna nuova significa che non solo non hai ottenuto nessun riscontro dai colloqui fatti, ma anzi non hai nemmeno speranze da nutrire per quelli futuri.

Come si dice una situazione di stallo che probabilmente è ancora più frustrante e triste del non superare il colloquio.

Allora forse è il momento di tirare un po’ le somme dell’ultimo periodo, valutare come abbiamo sostenuto i colloqui, come poterli migliorare nel caso, chiederci cos’altro fare per ottenere più colloquio.

Ma è la cosa giusta? Oppure lambiccarsi il cervello è solo controproducente?

Va bene lo ammetto sono confusa ma non felice, al massimo briosa, ma sono certa di trovare la comprensione di chi si trova nella stessa mia situazione. Non è sempre facile continuare a perseverare e andare avanti nonostante le porte chiuse che ci troviamo davanti, i momenti di sconforto sono dietro l’angolo.

Razionalmente sono consapevole di fare quanto mi è possibile e che ad un certo punto ci sono dinamiche che sfuggo al nostro controllo, che la scelta di chi assumere o meno, o di chi convocare ad un colloquio.

Dopo anni in questa situazioni inizi a sentirti frustrata, a non capire dove sbagli, viene purtroppo naturale credere di non essere all’altezza, di non valere nemmeno quanto lo shampoo per quelle che io valgo e ti agitano la chioma lucente. L’insicurezza ti sovrasta e un po’ ti inghiotte e in un circolo vizioso inghiotte anche altri aspetti della nostra vita.

Come contrastare questi pensieri? Io non lo so, ammetto che non mi è sempre riuscito farlo.

Ma in maniera razionale la cosa più giusta da fare sarebbe dividere in comparti stagni la vita: assurdo!!

Forse basterebbe essere consapevoli che noi disoccupati non siamo il lavoro che non abbiamo, ma siamo un bagaglio di esperienze, di emozioni.

Dovremmo ricordarci di non sottovalutarci, che il momentaneo (perché non voglio credere che questa sia una situazione perenne) essere in difficoltà non è dovuto alla nostra incapacità o al non essere all’altezza, ma che appunto ci sono situazioni che esulano da noi.

Ecco alla fine ho trovato qualcosa da dire…è proprio vero che è difficile lasciarmi senza parole.

 

Disoccupata con Brio

 

 

 

 

 

 

Umanità

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Martedì,quello appena passato, indovinate cosa ho fatto?

Sono andata a caccia di Leocorni, no non è vero, come l’avete capito? Visto che tutto sapete cosa ho fatto? Un colloquio, ovvio, comunque anche la caccia di Leocorni era divertenti, non volevo mica farci la grigliata…

In ogni caso, Leocorni a parte, mi sono recata a…no, non a Molto Molto Molto Lontano, ma a Molto Molto (si, solo due molto non esageriamo) Vicino, per i mie soliti standard praticamente sotto casa.

Chi da un po’ mi legge si ricorderà del colloquio via Skype( La prima volta su Skype non si scorda mai..) ricordate quella che si controllava le doppie punte, la rosicchiatrice compulsiva di pellicine, insomma la Sig.ina Agenzia Interinale mi ha chiamata settimana scorsa per chiedermi se ricordavo la posizione della quale mi aveva parlato, dico certo (e questa volta davvero ricordavo, come dimenticare certe esperienze) l’addetta alle vendite settore ottico, mi dice noooooooo, un’addetta vendite part-time per un negozio d’abbigliamento.

Dico che no, non me ne aveva parlato ma va benissimo, ci mettiamo d’accordo su giorno e ora e che mi manderà tramite mail indirizzo e referente.

Vi dico solo che il mio sistema di posta elettronica la odia, la sua mail era finita negli spam, questo vorrà pur dir qualcosa.

Dopo essermi trasformata nel tenente Colombo e aver investigato sulla mia referente al colloquio e sull’azienda mi sento pronta per partire.

Abituata ad andare sempre lontanissimo arrivo con un’ora d’anticipo, pazienza la giornata e bella e resto nella Catorcia a messaggiare con la mia amica IngegnerA Creativa nel parcheggio.

Poi entro mi presento e mi dicono che la responsabile è in ritardo(e ti pareva) se intanto voglio fare un giretto per il negozio. Giro per il negozio, giro un bel po’,avrei potuto iniziare a vendere.

Ma poi arriva la signorina del colloquio, la quale avevo scoperto essere architetto, è carina, minuta, biondina e con un bel sorriso.

Sembra anche un po’ a disagio, ma forse mi sbaglio.

Andiamo in un magazzino a fare il colloquio, si scusa per il posto un po’ lugubre ma dice che è l’unico posto un po’ riservato dove star tranquille.

Ci accomodiamo e tira fuori il mio Cv, capisco che l’aveva letto perché risponde ad una mia battuta. Bene.

Mi dice cosa cercano e io poi le racconto le mie esperienze insomma il solito, ma poi il colloquio prende una strana piega. Diventa molto…umano, non credo ci sia altro termine per definirlo.

Passiamo entrambe a darci del tu, e a chiacchiera delle nostre vite, a dirci dove stiamo andando e come vorremmo andarci.

E’ stato strano e piacevole.

Quando ci siamo salutate è stato quasi triste, come se mancasse qualcosa non so come spiegarmi.

Mi farà sapere settimana prossima.

Non so se mi assume o meno, ma il tipo di calore e umanità che ho trovato durante il colloquio mi ha fatto ritrovare un po’ di fiducia, almeno momentanea nel genere umano.

E udite, udite sapete chi mi ha telefonato il giorno dopo? La rosicchiatrice compulsiva per chiedermi come era andata, se avevo avuto un riscontro positivo e se l’offerta era conforme alle mie preferenze.

Sono rimasta quasi traumatizzata.

Ora attendo, fiduciosa.

 

Disoccupata con Brio

 

Ho fatto un colloquio…

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..un colloquio per un negozio. Cercavano una responsabile per un punto vendita che versava in cattive acque.

Ho portato il CV prima di Pasqua, a mano come si faceva un tempo. La gentile commessa mi ha detto che mi avrebbero fatto sapere dopo le feste, e fra me ho pensato: e io che credevo avrei trovato il giorno del colloquio come sorpresa nell’uovo.

Per specificare, no, non ho ricevuto nemmeno l’uovo, questo dovrebbe far riflettere.

Comunque uovo a parte, altrimenti dovrei fare una polemica che non finisce più con chi non me l’ha regalato, mi hanno chiamata il giorno dopo pasquetta; accidenti ho pensato!!!(quanto penso a volte)

Il giorno del colloquio mi presento puntuale, mi piace esserlo, credo sia un segno di rispetto ed educazione, sono un po’ all’antica.

Mi “colloquiano” la responsabile del punto vendita dove ho consegnato il Cv e la responsabile di un altro punto vendita.

Ci salutiamo e presentiamo, loro mi spiegano cosa cercano e mi chiedono se potrebbe interessarmi, ovvio che mi interessa, è qualcosa che ho già fatto e in più la sfida di risollevare le sorti di un negozio è sempre stimolante e gratificante.

Mi fanno i complimenti per le mie esperienze, ringrazio( mentre la Disoccupata con Brio interiore un po’ gongola e un po’ si chiede perché anche se tutti mi fanno i complimenti poi nessuno mi assume).

Inizio a parlare di me e delle mie esperienze. Finita la solita solfa di ho fatto questo e quello girano il mio Cv e mi dicono ora facciamo un test.

Un test? Lo penso ovviamente, e vengo presa un po’ dal panico. Un test? Perché vogliono farmi un test? Un test di che tipo? In trenta nano secondi ho immaginato i test più assurdi:velocità?che senso ha? Mi faranno mica provare a vendere il foglio,no questo non l’ho pensato il colloquio l’ho fatto prima della mistica esperienza con la feticista degli orologi.

Mi chiedono di dividere in quattro il foglio.

Nel primo riquadro disegna un fiore.

Nel secondo riquadro disegna una casetta.

Nel terzo riquadro disegna un animale.

E nel quarto fai la tua firma.

E mi consegnano una bic. Una bic per disegnare?io voglio matita e gomma, il dover usare la bic e non poter correggere mi mette una leggera ansia.

Va beh inizio.

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Quello sopra è il mio capolavoro, riprodotto per l’occasione, non avrei saputo descrivere le mie opere d’arte.

Quindi mi chiedono che fiore è e di che colore è, e hanno anche ragione visto il mio disegno, era una margheritina bianca, una di quelle di campo.

Poi mi chiedono se è inverno dove è la mia casetta, dico che no è primavera ma è un po’ umido e c’è la stufa accesa. Di che colore sono le pareti di ogni stanza.

Poi gli parlo del mio meraviglioso gatto, si è un gatto, brutto ma è un gatto nero con gli occhi gialli come lo avevo da piccola. Gli parlo dei gatti che ho ora.

Alla fine di questo mi chiedo se mi piace regalare fiori, a chi e quali. Se mi piace riceverne.

Dopo di che mi annunciano che il colloquio è finito.

Saluto e me ne vado, non senza essere tornata indietro a salutare la commessa con la quale avevo chiacchierato nell’attesa del colloquio.

Mi chiedono cosa avranno capito da questi disegni, oltre al fatto che non so disegnare.

Ho capito persino io che è un qualche test psicoqualcosa, ma l’aver detto che preferisco le margheritine di campo a, che so, delle fantastiche orchidee. O aver dipinto le paresti della mia cucina arancione e verde acido e quelle della camera da letto viola e rosso farà capire loro che sono una pazza sociopatica o solo che non so arredare casa?

E ancora l’avere gatti e non allevare mantidi religiose brasiliane(esistono?) cosa denoterà di me??

Questi dubbi ancora mi attanagliano, dovrei farmi vedere da uno bravo o sarebbe inutile?

Non so.

Nel pomeriggio di quel colloquio mi hanno richiamato per dirmi che ero tra le prescelte il cui CV era stato mandato in azienda e che la suddetta azienda si sarebbe presa una decina di giorni per decidere e infine si sarebbero fatti sentire sia per un s che per un no.

Sono passati 30 e ripeto 30 giorni giusti, diciamo che è il nostro mesiversario…che faccio festeggio da sola?

 

Disoccupata con Brio

La verità è che non sorridi abbastanza!

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Come sempre vado a Molto Molto Molto Lontano per un colloquio per un’addetta alle vendite con esperienza in una gioielleria.

Come mia consuetudine arrivo in anticipo e mi bevo un cappuccino fino all’orario del colloquio,5 minuti prima dell’orario prestabilito entro in negozio e

mi presento.

-”Buongiorno sono Disoccupata con Brio, ho un colloquio con la Sig.ra Responsabile.”

Una ragazza molto giovane e di nero elegantemente vestita mi dice di attendere che al momento è occupata in una vendita e la responsabile sarà subito da me.

Attendo.

Poco tempo dopo mi si avvicina un’altra fanciulla di nero vestita, poco più giovane di me, la quale si presenta come vice responsabile, e dicendo che la responsabile oggi non poteva venire.

Io rifletto. Ma che responsabile è che fissa i colloqui e non si presenta, va bene, l’imprevisto capita.

La signorina Vice Responsabile dal nome francese ovviamente non sa niente di me, non ha nemmeno mai lontanamente letto il mio Cv.

Io comunque avevo stampato per sicurezza una copia e gliela consegno.

Ma anche questo lo trovo poco serio.

Mi chiede dove abito e le spiego a grandi linee, quindi lei alza gli occhi da cerbiatto e mi dice, cito testuali parole:

-“ Ma tu sei puntuale? Anche il sabato e la domenica?”

Avrei voluto dire no, che per me gli orari imposti dal negozio non fregano una pippa (scusate il termine) perché io sono una ribelle!!

Ma mi limito a dire:-“ Certamente e sono abituata a lavorare i festivi, senza nessun problema visto che già lavoravo le domeniche quando ancora nel resto d’ Italia era cosa impensabile”.

Abbassa lo sguardo e mi dice: -Hai cambiato spesso settore di vendita, come mai?”

Premettendo che esclusi alcuni mesi di apprendistato e una breve parentesi nell’antiquariato ho sempre lavorato nel settore accessori moda.

La guardo e le faccio presente che non mi sembra, che ho cambiato marchio ma il prodotto era sempre quello.

Lei mi risponde _:” Ah!”

Io a questo punto faccio un rapido ragionamento tra me e me…primo non hai mai fatto un colloquio e non sai quali domande devi far alla candidata, secondo da vice responsabile hai rari momenti di “potere” e cerchi di goderti questi istanti e se ti fossi trovata davanti una con meno esperienza di me forse era meglio, terzo….il terzo mi verrà in mente in seguito.

Mentre le mie rotelline lavorano alacremente su questi pensieri la Signorina Vice Responsabile a lutto vestita si sfila l’orologio e mi dice :” Vendimelo!”

Ammetto, mi ha presa alla sprovvista, ma recupero subito e le dico che di orologi non so niente e che inventerò, lei acconsente.

Fingo di venderle l’orologio e alla fine mi dice:-“Hai la parlantina da venditrice ma non sorridi.”

Le dico che è difficile sorridere quando stai inventando al momento, e che generalmente prima di mettere in vendita qualcuno bisogna far si che conosca il prodotto e che il sorriso viene naturale quando si ha la sicurezza di ciò che si vende.

Lei risponde che io devo continuare sempre e solo a sorridere.

A questo punto mi invita in un’altra area del negozio, dove ci sono altri orologi.

E qui capisco che deve essere una feticista dell’orologio, sia chiaro non la giudico, ognuno ha le sue preferenze in certi ambiti. Ma quando vengo coinvolta in giochini di un certo tipo preferirei essere avvisata e conseziente.

Comunque nell’avviarci in questa nuova area giochi fetish una cliente la ferma, Signorina Vice Responsabile a lutto vestita dice alla signora, la quale vedendomi insieme a lei ha giustamente detto di finire con me che lei avrebbe atteso.

Ma questa gentile Vice responsabile le dice che io aspetto.

E io aspetto. Dopo pochi secondi mi dice:- “ehi tu….nome a caso” io le dico :_”disoccupata con Brio”.

Lei risponde:-“ va beh tu, guardati gli orologi intanto!”

E ora arriva il terzo che sopra non mi veniva…terzo sei maleducata perché non sai nemmeno il mio nome, quarto non sai davvero fare i colloqui perché ti saresti organizzata con del personale per coprirti durate il momento colloquio.

Dopo circa un quarto d’ora venti minuti, più venti minuti che un quarto d’ora eccola che torna.

Stavo per andarmene, perché si è vero che cerco lavoro ma è anche vero che sono una persona alla quale si deve un minimo di rispetto, perchè dimostrare un minimo di educazione, empatia e lo ripeto ancora a costo di essere noiosa: RISPETTO, da chi lavora a contatto con il pubblico e dovrebbe essere in grado di capire chi ha davanti per gestire la vendita me lo aspetto e poi perché non è possibile che il rapporto con i nostri simili sia sempre così deludente e svilente per chi si trova in una momentanea posizione di svantaggio.

Considerazioni a parte ci troviamo davanti a tutti questi orologi e mi chiede nuovamente di fingere di accoglierla in negozio e venderle questo stramaledetto orologio.

Quindi riparto con la commediola alla fine della quale mi ripete che si so vendere ma che non sorrido. Che lei queste cose le sa e che è vice responsabile per qualcosa.

E qui un po’ sono sbottata, perché le ho fatto presente nuovamente che non si può pretendere di mettere una persona che nn sa cosa sta vendendo anche a sorridere, e che ero responsabile quando di anni ne avevo 24 e non certo nel paesino come lei e che mi hanno insegnato a sorridere ma senza esagerare perché il cliente può anche sentirsi preso in giro, ma l’ho detto sfoggiando il miglior sorriso possibile, sperando che si senta presa per i fondelli.

A questo punto mi chiede, attenzione, che contratto vorresti e mi viene spontaneo dirle:-“Ovviamente a tempo indeterminato come responsabile( e vorrei aggiungere: così ti insegno come sa gestisce un colloquio umanamente e anche in maniera pratica e ti insegno anche come vendere, ma evito sperando di non essere velenosa perché per non dirlo mi sono morsa la lingua) ma va bene anche un part-time a tempo determinato”, e anche questo lo dico sorridendo.

Mi dice che riferirà il colloquio alla responsabile e mi chiameranno eventualmente per un secondo colloquio.

Ma tanto so già che non mi chiameranno, e per una volta proprio non mi dispiace.

 

Disoccupata con Brio