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Martedì,quello appena passato, indovinate cosa ho fatto?

Sono andata a caccia di Leocorni, no non è vero, come l’avete capito? Visto che tutto sapete cosa ho fatto? Un colloquio, ovvio, comunque anche la caccia di Leocorni era divertenti, non volevo mica farci la grigliata…

In ogni caso, Leocorni a parte, mi sono recata a…no, non a Molto Molto Molto Lontano, ma a Molto Molto (si, solo due molto non esageriamo) Vicino, per i mie soliti standard praticamente sotto casa.

Chi da un po’ mi legge si ricorderà del colloquio via Skype( La prima volta su Skype non si scorda mai..) ricordate quella che si controllava le doppie punte, la rosicchiatrice compulsiva di pellicine, insomma la Sig.ina Agenzia Interinale mi ha chiamata settimana scorsa per chiedermi se ricordavo la posizione della quale mi aveva parlato, dico certo (e questa volta davvero ricordavo, come dimenticare certe esperienze) l’addetta alle vendite settore ottico, mi dice noooooooo, un’addetta vendite part-time per un negozio d’abbigliamento.

Dico che no, non me ne aveva parlato ma va benissimo, ci mettiamo d’accordo su giorno e ora e che mi manderà tramite mail indirizzo e referente.

Vi dico solo che il mio sistema di posta elettronica la odia, la sua mail era finita negli spam, questo vorrà pur dir qualcosa.

Dopo essermi trasformata nel tenente Colombo e aver investigato sulla mia referente al colloquio e sull’azienda mi sento pronta per partire.

Abituata ad andare sempre lontanissimo arrivo con un’ora d’anticipo, pazienza la giornata e bella e resto nella Catorcia a messaggiare con la mia amica IngegnerA Creativa nel parcheggio.

Poi entro mi presento e mi dicono che la responsabile è in ritardo(e ti pareva) se intanto voglio fare un giretto per il negozio. Giro per il negozio, giro un bel po’,avrei potuto iniziare a vendere.

Ma poi arriva la signorina del colloquio, la quale avevo scoperto essere architetto, è carina, minuta, biondina e con un bel sorriso.

Sembra anche un po’ a disagio, ma forse mi sbaglio.

Andiamo in un magazzino a fare il colloquio, si scusa per il posto un po’ lugubre ma dice che è l’unico posto un po’ riservato dove star tranquille.

Ci accomodiamo e tira fuori il mio Cv, capisco che l’aveva letto perché risponde ad una mia battuta. Bene.

Mi dice cosa cercano e io poi le racconto le mie esperienze insomma il solito, ma poi il colloquio prende una strana piega. Diventa molto…umano, non credo ci sia altro termine per definirlo.

Passiamo entrambe a darci del tu, e a chiacchiera delle nostre vite, a dirci dove stiamo andando e come vorremmo andarci.

E’ stato strano e piacevole.

Quando ci siamo salutate è stato quasi triste, come se mancasse qualcosa non so come spiegarmi.

Mi farà sapere settimana prossima.

Non so se mi assume o meno, ma il tipo di calore e umanità che ho trovato durante il colloquio mi ha fatto ritrovare un po’ di fiducia, almeno momentanea nel genere umano.

E udite, udite sapete chi mi ha telefonato il giorno dopo? La rosicchiatrice compulsiva per chiedermi come era andata, se avevo avuto un riscontro positivo e se l’offerta era conforme alle mie preferenze.

Sono rimasta quasi traumatizzata.

Ora attendo, fiduciosa.

 

Disoccupata con Brio

 

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