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Sono sparita per una settimana, vorrei dirvi che ero a sorseggiare cocktail su una spiaggia, al sole, al caldo e ma mentirei.

Potrei raccontare di come sono stata rapita dagli alieni i quali mi hanno impiantato un microchip sottocutaneo, più probabile dei cocktails in spiaggia, ma non mi credereste.

La verità è che mi sono sposata con uno sceicco e non ho più bisogno di cercare lavoro…ma come non credete nemmeno a questo, lo so.

Va bene ho delle novità, belle o brutte dipende dal punto di vista, ma vi racconterò più avanti.

Oggi vorrei parlarvi di un colloquio.

L’altra sera mi è venuto in mente che vi ho raccontato praticamente di tutti i colloqui fatti da gennaio ad oggi, anche di uno di 6 anni fa all’inizio di carriera come disoccupata. Ma del primissimo dopo 3 anni no.

Dunque avevo mandato il CV a questa azienda tramite infojobs.it, cercavano addetti vendita per un punto vendita in un centro commerciale, perfetto.

Qualche giorno dopo l’invio mi contatta una signorina la quale mi dice che hanno letto il mio CV e che vorrebbero farmi un colloquio, ovvio mi sono illuminata.

Non solo la signorina mi dice anche che visto il mio CV e le mie esperienze vorrebbero propormi una posizione più gratificante, interessante e remunerativa.

Sono interessata? Ma certo che si, dopo 3 anni senza mezzo colloquio non solo mi offrono un colloquio, ma anzi mi offrono una posizione migliore per la quale mi sono candidata.

Meglio di così.

Faccio le mie ricerche online, è un’azienda solida, in crescita…bene direi.

Non vi dico ancora di cosa tratta l’azienda, altrimenti mi ridete in faccia….

Comunque mi presento, ovviamente a Molto Molto Molto Lontano, mi perdo anche per arrivare.

Ma arrivo, il luogo dell’incontro è un hotel ( ecco state già ridendo), chiedo in reception e poi attendo.

Si presenta un giovane uomo con i capelli pieni di gel e una camicia a fiorellini. Ci accomodiamo in una sala, e iniziamo il colloquio.

Mi chiede delle mie esperienze e poi mi dice interessante, sei proprio il tipo di persona che stiamo cercando.

E mi dice che cercano venditori per la loro azienda ,i quali tramite appuntamenti già fissati con AZIENDE non assolutamente con privati, propongano i loro offerte per l’energia elettrica. Che avrei bisogno di partita iva, ma non devo preoccuparmi perché la apriranno a spese loro e che è a spese loro anche il commercialista e tutte le spese ad esso legate e che anzi non devo preoccuparmi nemmeno dei vari pagamenti perché saranno sostenuti sempre da loro. Io avrei percepito un fisso di euro 600 più incentivi in base ai contratti conclusi. In tutto questo era previsto anche il tablet e il cellulare aziendale.

Mi dice che mi ricontatterà nei prossimi giorni e mi farà sapere.

Riparto un po’ perplessa.

Va da se che nei giorni successivi sono stata ricontattata e ovviamente presa per iniziare questo lavoro. Il giorno prima di iniziare mi chiama il capoarea il quale a mio avviso deve avere dei problemi di comunicazione con l’uomo dalla testa ingellata e dalla camicia fiorata perché mi dice dopo essersi presentato: -“ Ti aspetto domani mattina alle 10 nel centro commerciale XY dove ti presento alle colleghe del punto vendita le quali ti spiegheranno come ottenere gli appuntamenti dai clienti del centro commerciale e poi dopo pranzo andiamo a cercare appuntamenti in giro e mi dice il nome di un paese.”

A questo punto mi sorgono spontanee alcune domande….ma…..non dovevo avere gli appuntamenti già fissati? E con aziende? Quanti rappresentanti di aziende girano per un centro commerciale durante l’orario di lavoro anche per le aziende (quante volte ho usato la parola aziende?)? Cosa andiamo a fare dopo pranzo?

No no no, è vero cerco lavoro disperatamente ma non riuscirei mai ad andare a fare porta a porta, è più forte di me, è un mio limite sicuramente. Ma le cose erano diverse se si fosse trattato davvero di aziende, le quali mi aspettavano tale giorno a tale ora. Ma non esiste che vada a suonare alla porta di una vecchina fiduciosa per fregarla.

Quando si vende si sa si usano trucchetti è il nostro lavoro, ma è anche vero che chi entra in negozio sa che io sono li per vendere è un patto implicito tra venditore e compratore.

Per farla breve, ho avvisato che non sarei andata, ci sono rimasta anche male, perché un po’ mi ero illusa.

Ora mi direte che tutti sanno le storie che girano sui venditori di utenze, io stessa anni prima avevo fatto un colloquio per una di queste aziende, ma il tutto si era presentato molto più fumoso e incerto mentre in questo caso erano stati molto specifici e chiari.

Forse ho sbagliato o forse ho fatto la cosa giusta chi lo sa.

Ma di una cosa sono convinta, fare qualcosa che va contro la mia morale o i miei principi è sempre sbagliato, almeno per me.

 

Disoccupata con Brio

 

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