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Dopo l’avventura per il licenziamento ho iniziato il nuovo lavoro.

Non so voi,ma io quando devo iniziare qualcosa di nuovo la sera prima non dormo,ho l’ansia,la paura mi attanaglia e mi faccio mille mila film mentali (sequel e prequel compresi).

L’inizio di una nuova avventura, per quel che mi riguarda, è spaventoso ed affascinante al tempo stesso.

Mi chiedo se sarò all’altezza dei miei compiti. Ovviamente non mi succede solo con il lavoro.

Mi sono resa conto che riprendere a lavorare dopo tanti anni di occasioni saltuarie mi terrorizzava.

E’ pur vero(mi sono detta,da sola,si perché spesso mi parlo, a volte litigo anche con me stessa) che sono Disoccupata con Brio da parecchio,ma è anche vero che il tuo lavoro lo sai fare,che hai tutta l’esperienza necessaria per fare bene,che hai la voglia di imparare quello che non sai,e allora di cosa hai paura?

Vi dico la verità, ma resti tra noi,mi fa paura conoscere gente nuova. Sono fondamentalmente timida, e a volte non mi sento abbastanza. Insomma fragilità umane, che probabilmente l’inattività amplifica, moltiplica esponenzialmente come in una casa degli specchi nella quale ancora prima di vedere i tuoi difetti fisici vedi le tue mancanze a livello caratteriale,psicologico,lavorativo.

Queste mancanze e difetti non sempre sono reali. Anzi credo che spesso sia più l’immagine distorta che la nostra mente crea che non quella reale.

Tranne alcune eccezionali persone di Super-Ego munite,la maggior parte delle persone (disoccupate o no) si focalizza più sui difetti che non sui reali pregi che ha da offrire. Mi chiedo perché sia cosi difficile apprezzarsi, lavorativamente e non.

Non so quale sia il meccanismo che scatta nel mio cervello che mi porta a rapportarmi principalmente con le mie mancanze piuttosto che concentrarmi sul meglio di me.

Chissà, forse è qualcosa di insito nell’essere vivente o forse sono io,ma non credo perché non sono la sola ad agire cosi.

Ma alla fine è questo che avviene. E quindi come fare per affrontare questo “peso”?

Logicamente non ho la risposta,so però che quando mi sento sopraffare dai miei difetti e penso di non essere in grado di spostare nemmeno uno spillo in maniera decente devo far appello a tutta la mia forza. Forza che sono convinta di non avere fin quando non mi trovo faccia a faccia con ciò che mi fa paura.

Per intenderci se sono nel mio lettuccio caldo,con la copertina,il pigiamone i calzini e l’Orsetto Peloso abbracciato per scaldarmi ulteriormente(soffro il freddo si è percepito in qualche maniera?) e la mia mente, ben sapendo che il giorno dopo dovrò alzarmi all’alba per affrontare una nuova avventura, decide di fare voli pindarici verso lidi sconosciuti,atolli inesplorati e invece di offrirmi un cocktail durante il viaggio mi offre pane e ansia. Ecco. Io in questi casi non riesco, anche facendo appello a tutta la mia poca razionalità, ad impedire di vedere già il disastro preannunciato del giorno seguente.

Non ci riesco proprio. E ci provo. Ci provo intensamente,come Charlotteimages

 l’amica di Tiana che chiede alla stella della sera di fa avverare il sogno di sposare un principe(è scontato che tutti abbiate visto La principessa e il ranocchio della Disney)…..ecco bacerei pure io un rospo per star tranquilla e farmi passare l’ansia.

Invece no. Niente stella della sera,niente desiderio e (per fortuna) niente rospo da baciare.

Risultato?

La mattina dopo,sono oltre che in ansia anche in coma,con le occhiaie più blu del genio di Aladin ( sono in vena cartoni animati).

Questa orribile sensazione mi accompagnerà(insieme alle occhiaie) fino alle porte della mia nuova avventura. Ma appena entro basta,tutto finito,bastano le presentazioni e fine. L’ansia,i viaggi mentali,i prequel e sequel tutto finito…non li ricordo più.

Affronto la giornata, le persone, le spiegazioni…tutto…come se niente fosse,magari un po’ emozionata. E l’emozione è giusto che ci sia,altrimenti sarei un freddo robot,credo.

E allora quandola mia giornata finisce mi dico che è andato tutto bene,che mi sono “distrutta” per il nulla più assoluto. Mi chiedo quale senso abbia tutto questo,che scherzo stupido mi gioca la mia mente malata?

Non lo so,dopo tutti questi anni io non lo so. Ma la cosa peggiore non è non saperlo,ma pur sapendolo ricaderci ogni volta.

Volevo scrivere di tutt’altro oggi,ma la mia mente ha deciso così!

Disoccupata con Brio

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